corso fsc livello 1

Sviluppo neuropsicomotorio del bambino – Diagnosi e terapia. Corso base 1

29 e 30 Maggio 2020

Erogato in video conferenza. Sarà richiesto l’uso di un Pc o uno smartphone.

Il corso verrà tenuto dal Dott. Mario Castagnini, neurologo, creatore dell’omonimo metodo.

Si accettano iscrizioni fino a un numero massimo di 50 partecipanti.

Materiale didattico

Ad ogni partecipante verrà spedita una copia del volume: “È nato un bimbo. Consigli alle famiglie per una crescita armoniosa dei loro bimbi nel primo anno di vita”.

Costi

Il costo del corso è di 122,00 € IVA compresa.

Modalità d’iscrizione

Stampare il modulo d’iscrizione in PDF, compilarlo e rinviarlo all’indirizzo email: mail@dolphinorganization.com
Per completare l’iscrizione è necessario versare la quota di partecipazione a:
DOLPHIN ORGANIZATION
IBAN IT60v0538702412000000977972

Scarica il modulo di iscrizione al SINGOLO CORSO, clicca qui.

N.B. Sulla causale del bonifico scrivere nome cognome e corso.

RAZIONALE

Ci accingiamo a trattare di un aspetto particolare della patologia dello sviluppo del bambino, legato ad una sofferenza cerebrale alla nascita, che risulta essere tra i più gravi sia sotto il profilo delle complicanze cliniche che per le implicazioni sociali ed umane che ne derivano.

Come si possono definire le paralisi cerebrali infantili: la definizione che dal lontano 1966 la Società Internazionale delle Paralisi Cerebrali Infantili ha accettato è la seguente: “La paralisi cerebrale infantile è un disordine persistente ma non immutabile della postura e del movimento, dovuto ad alterazione delle funzioni cerebrali, insorgente prima che la crescita e la maturazione del Sistema Nervoso Centrale siano completate”.

Con questa definizione si intende che le lesioni non sono progressive anche se le manifestazioni cliniche, in relazione allo sviluppo neuro e psicomotorio, mutano nel tempo solitamente aggravandosi. Si aggrava la situazione clinica ma non la lesione organica o l’alterazione delle funzioni cerebrali che l’hanno provocata.

La Diagnosi

Sono stati numerosi gli autori che hanno proposto un loro metodo terapeutico e diagnostico per le paralisi cerebrali infantili, ma pur riconoscendo a tutti dei meriti per il contributo alla strategia di intervento, va peraltro osservato come non tutte le metodiche proposte si siano rivelate valide.

A nostro avviso tutte le difficoltà sarebbero superate con l’applicazione di un criterio unico che permetta una classificazione ed una valutazione realmente obiettiva degli stadi di sviluppo, cioè il principio locomotorio, l’ontogenesi della locomozione. Vi è, infatti, una coerenza sistematica tra l’ontogenesi della locomozione e la neurologia dello sviluppo. Inoltre indichiamo come condizione indispensabile allo sviluppo neuro e psicomotorio spontaneo del bambino la capacità di controllo della postura.

La terapia

Una terapia neuro e psicomotoria per esiti di lesione cerebrale alla nascita, per sperare di risultare efficace, deve poter far leva sui meccanismi di compenso cerebrale legati alla fondamentale caratteristica del cervello che è la plasticità.

Noi possiamo definirla così: “terapia neuro e psicomotoria su base neuro e psicoevolutiva evocante schemi congeniti o innati di carattere neuro e psicomotorio mediante stimoli adatti in posture adeguate, per un tempo sufficiente”.

INTRODUZIONE

Rotolamento e terapia

La normale evoluzione del processo di rotolamento, come funzione locomotoria, dura parecchi mesi nel bambino normale: almeno due trimestri. Tale processo richiede un tempo così prolungato perché il bambino deve contemporaneamente conquistare tutta una serie di tappe relative:
1. L’integrazione della reflessologia primitiva in modelli di coordinazione superiori.
2. Il raggiungimento della “maturità” posturale nella posizione supina e prona.
3. La capacità di rispondere agli stimoli esterni, in particolare mediante vista e udito, con la rotazione del capo.
4. Lo sviluppo della motilità fasica, con la possibilità di spostare gli arti sia in senso cranio-caudale sia in senso laterale oltre la linea mediana (coordinazione occhio-mano-bocca).

Rotolamento nel bambino patologico
Nello sviluppo neuromotorio patologico il processo di rotolamento o non si presenta affatto o si realizza in modo anomalo o distorto, poco economico, svantaggioso.

Strisciamento e terapia

Il neonato, qualora sia posto in posizione prona compie movimenti quasi afinalistici, apparentemente caotici, fino a che non si tranquillizza per assopirsi.
Se al neonato in posizione prona sono offerti dei punti di appoggio particolari (al tallone, al gomito, al capo…) tutti questi movimenti vengono ad essere coordinati in uno schema locomotorio facilmente riferibile allo strisciamento. Tale osservazione, unita ad altre di analogo interesse, ha fatto ipotizzare che lo schema dello strisciamento possa essere innato ed appartenente all’insieme delle primarie e primitive funzioni vitali di ricerca e di fuga.

Anche lo strisciamento , come il rotolamento, si manifesta nel bambino in un lasso di tempo molto lungo: sono a mala pena sufficienti tre trimestri perché il piccolo impari a spostarsi strisciando.

Verticalizzazione e terapia

Sulla base delle acquisizioni precedenti il bambino potrà sviluppare finalmente quelle funzioni che maggiormente lo avvicinano a quelle proprie dell’“adulto”.
Nella posizione carponi, caratteristica dell’età di circa otto mesi, il piccolo compie tentativi sempre più frequenti di “dondolarsi” avanti e indietro.

Dalla posizione carponi è molto facile giungere alla posizione seduta simmetrica e viceversa, passando attraverso un atteggiamento di appoggio asimmetrico sugli arti inferiori semiflessi.

Quasi contemporaneamente il piccolo inizia a fare tentativi, dapprima goffi poi via via sempre più precisi, di postura quadrupedica a “plantigrado”, cioè a quattro gambe con appoggio sulle mani e sui piedi. Da qui alla verticalizzazione bipedale caratteristica dell’uomo non manca che l’incentivo e l’interesse.

Gli schemi pratici di riabilitazione neuro e psicomotoria
Tutti gli schemi della terapia neuro e psicomotoria verranno applicati ai corsisti come esperienza personale e applicati da noi a bambini scelti, di varia patologia e di varia età, come dimostrazione pratica per i corsisti.

Programma

VENERDÌ

8.30 Accoglienza dei partecipanti

9.00 L’ importanza dei primi mesi di vita per lo sviluppo globale: la precocità dell’intervento

10.00 La diagnosi precoce: categorie di parto a rischio e valutazione del bambino

10.45 Coffee break

11.00 Il principio neuropsicomotorio: reattività posturale e funzionale. Relazione tra capacità, diagnosi e terapia.

12.00 Esame neuropsicomotorio del neonato con osservazioni sullo sviluppo normale.

13.00 Pausa pranzo

14.00 Posizione supina e prona in relazione a diagnosi e terapia. Posizione seduta, quadrupedica e verticale in relazione a diagnosi e terapia.

15.00 Generalità introduttiva alla terapia neuropsicomotoria mediante evocazione di schemi a carattere locomotorio

16.30 Fine Lavori

SABATO

9.00 La normale evoluzione del rotolamento e terapia; la normale evoluzione dello strisciamento e terapia; la normale evoluzione della verticalizzazione e terapia.

10.45 Coffee break

11.00 Metodica di riabilitazione: introduzione specifica. Notizie tecniche generali per l’applicazione terapeutica.

13.00 Pausa pranzo

14.00 Commenti alle attuali modalità di cura dei disturbi dello sviluppo

15.00 Dibattito e questionario

16.00 Fine lavori